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rinite allergica in bambini,anziani e donne in gravidanza

 
 

Esistono tre categorie di pazienti particolari: i bambini, le donne in gravidanza e gli anziani.

La rinite allergica è abbastanza diffusa nei bambini. La positività dei test cutanei e le IgE specifiche ad allergeni alimentari sono più frequenti nei primi due anni di vita, mentre l'allergia alle sostanze inalanti (per es. pollini) si sviluppa solitamente dopo, insieme ai sintomi clinici di asma o congiuntivite.

Il trattamento della rinite allergica al di sotto dei 4 anni si basa fondamentalmente sull'allontanamento dell'allergene. Sopra i 4 anni, il trattamento farmacologico del bambino è simile a quello dell'adulto, ma occorrono particolari precauzioni per evitare effetti collaterali. Occorre per prima cosa scegliere un dosaggio adatto all'età del bambino.
Nei bambini si sconsiglia l'uso di corticosteroidi orali. Mentre quelli più efficaci, sebbene comunque non esenti da rischi, sono gli steroidi topici, anche se i possibili effetti collaterali, ancorché rari, devono suggerire prudenza nell'uso.

La rinite allergica nel bambino può causare sonnolenza e calo nelle prestazioni scolastiche, può influire sulla qualità di vita del bambino, magari costringendolo a rinunciare ad attività sportive e ricreative. Anche gli antistaminici di vecchia generazione possono avere attività sedativa e pertanto il loro utilizzo va attentamente monitorato. I nuovi antistaminici, invece, non producendo sedazione, possono aiutare il bambino a riprendere con successo le sue attività. Un'altra classe utile di farmaci sono gli antistaminici topici nasali, privi di effetti collaterali.
Infine è ottimo procedere con i lavaggi nasali con fisiologica, così che il bambino abbia il naso libero prima dei pasti o prima di dormire.

La rinite allergica nelle donne incinte può essere problematica poiché l'ostruzione delle vie aeree superiori può essere aggravata dalla gravidanza stessa. Ovviamente occorre attenzione nel somministrare farmaci in questo caso: la maggior parte delle terapie in uso passa attraverso la placenta e la preoccupazione è ovviamente quella che possano causare malformazioni fetali. La responsabilità del medico consiste quindi nel porre la massima attenzione nel valutare attentamente il rapporto rischio-beneficio del farmaco prescelto. In particolare, per gli anticolinergici non è stato dimostrato alcun effetto teratogeno negli animali, ma per la mancanza di dati sufficienti nell'uomo, si suggerisce di evitare l'assunzione durante il primo trimestre. I glucocorticoidi, invece, sono tutti teratogeni nell'animale, ma non è mai stata segnalata alcunaanomalia nell'uomo.
Si sconsiglia generalmente l'utilizzo di antistaminici di seconda generazione, poiché passano la placenta e non vi sono studi sufficienti a garantirne la sicurezza nell'uomo.

Alcuni pazienti anziani hanno come sintomo praticamente la sola rinorrea (abbondanti secrezioni nasali, "naso che cola"). Questa non risponde al trattamento con antistaminici o steroidi, ma è sensibile agli anticolinergici, come l'ipratropio. Negli anziani, è importante stare molto attenti alla scelta terapeutica: sono sconsigliati gli antistaminici sedativi e i decongestionanti che possono avere effetti negativi sul cuore e sull'ipertrofia della prostata. Si consiglia, invece, l'uso di antistaminici di seconda generazione e steroidi topici nasali.

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Bibliografia 1, 2